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*About Me*
in cerca di fuga,da attimi di paura e furia,vivo con l'anelito alla libertÃ
*Amo*
gli amici.I miei genitori e mio Fratello.Roma.La poesia.Le sere a teatro o al cinema.I concerti di fine anno.Il 1maggio.I miei cento peluches.Ridere e far ridere.Il sapore delle lacrime.Guidare il motorino sotto la pioggia.L'estate 2006.I mondiali.La grecia.La musica che colora i miei giorni.I miei 18anni.La notte di Ostia.Le granite al caffè.La pasta delle 4 di notte.Litigare e poi fare pace.Fingermi quella che non sono.Essere sincera.Dire bugie solo a me stessa.Rivedere volti amici dopo tanto tempo.Il mare durante l'inverno.I Viaggi.La solitudine.Perdermi nei libri.Ritrovarmi negli sconosciuti.Salento 2008.Il tuo sorriso sporadico.Il modo in cui mi spieghi le cose difficili.
*Odio*
Gli addii.Le persone immature o infantili.La mancanza di responsabilità .Sopravvalutare chi ho vicino.Le generalizzazioni.Chi professa un ideale che non conosce.I bigotti,gli ottusi e i parrucconi benpensanti che vedono il sesso ovunque.Chi sfugge ai ricordi.Chi finge di avermi dimenticato.Chi mi ha illuso e poi mi ha aperto ferite non rimarginabili.Chi non si schiera e non rischia,chi sta sempre in seconda linea e gode dei vantaggi ottenuti da altri.Veder soffrire chi amo.La mia eccessiva sensibilità .La violenza inutile.Sentirmi impotente.Chi si fida di me.
*Musica*
il mio sound preferito è quello che mi allontana dal mondo,che mi fa chiudere gli occhi e sperimentare la vita,anche se mi sento morire.
*Best Quotes*
*Stickers*
*Tagboard*
*Sono venuti a trovarmi...*
*loading* visitatori ^^
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E’ strano, è strano
Dissociazione totale
Prima che mi spazzi via
Questo mio strano delirio
Una nevrosi di più
Che folla sui marciapiedi
Traffico che picchia in testa
Con questa rabbia che ho
E’ strano, è strano
Quando ti faccio star male
Vedere la società
Mi cambia spesso di umore
Io mi dissocio da me
Che folla sui marciapiedi
Traffico che picchia in testa
Con questa rabbia che ho
Scritto il giovedì, 15 ottobre 2009 alle 21:56 in
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Penso di iniziare a capire come funziona il triennio all'università:
Il primo anno vivi di rendita, sfornando crediti all'impazzata.
Il secondo anno pensando di poter fare lo stesso, ti dai al cazeggio,
per ritrovarti, eroina tragica, a sostenere, a settembre, tre esami in due settimane.
Il terz'anno lo ipotizzo riassumibile in una parola: il delirio.
Scritto il sabato, 12 settembre 2009 alle 21:26 in
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Un tuo sussurro.
Per tremare e credere di non poter desiderare di più.
Una stanza buia e grande, con anche qualcuno che russa.
Ma a cui pensiamo sorridendo, perchè in fondo non lo vorremmo altrove.
La nostra intimità resta segreta condivisione.
Mi Sa.
Scritto il martedì, 23 giugno 2009 alle 14:29 in
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Dopo una lunga corsa, forse nel vuoto,
necessito rallentamento.
Almeno per riprendere fiato.
Solo allora posso accorgermi del paesaggio che mi circonda.
Aghiacciante.
Sono cadaveri o morti viventi.
I colori accesi sembrano sbiaditi ricordi.
Anche le nuvole ormai gettano la maschera:
nascondono un cielo che non sa più promettere niente.
Scritto il mercoledì, 03 giugno 2009 alle 21:15 in
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Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.
C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
siete per sempre coinvolti.
Scritto il sabato, 18 aprile 2009 alle 20:56 in
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In quel di Roma.
Io parto,
saluto tutti.
Chi resta e chi va.
Chi ho salutato e chi no.
Scritto il martedì, 07 aprile 2009 alle 23:12 in
commenti (1)
Mi presto ad un'intervista telefonica con un tizio di Milano, sulla situazione del Paese.
Crisi Economica, potrebbe anche dire.
Poi appena sente che ho vent'anni e non vivo con mamma&papà,
dice che non va bene, perchè deve parlare con chi "prende le decisioni finanziarie",
come se io non sapessi esprimermi a riguardo,
oppure,
vista la specifica domanda "le sensazioni riguardo l'attuale stato di cose",
non provassi nulla.
E lo manifesto.
ma questo non mi esime dal sentire sconcerto, rabbia, disappunto, preoccupazione, scontento.
Ed è per questo che credo molto in quello che faccio,
e lo faccio con passione, gioia, allegria,
e con la mia intelligenza.
Non tutti lo comprendono,
l'intervistatore milanese è solo l'ultimo di una lunga serie.

Scritto il lunedì, 30 marzo 2009 alle 20:21 in
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Oggi funziona così.
Oggi ci reprimono e normalizzano. Oggi ci manganellano gratuitamente e tentano di far tacere il dissenso. Oggi ci chiamano guerriglieri, poi, per paura che la parola crei immaginari e ci armi, ritrattano, sminuendo la nostra dignità, chiamandoci ragazzotti alla ricerca di sensazioni violente.
Oggi cercano di fermare le stagioni.
E da domani, l'Onda vi farà sempre più paura.
Scritto il giovedì, 19 marzo 2009 alle 21:10 in
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"Le catene di oggi sono forgiate dai martelli che hanno spezzato quelle di ieri."
E allora corro ai ripari e, come insegna Foucault, mi cimento ad attivare sempre nuovi meccanismi di libertà, nella controcondotta della mia piccola esistenza.
Scritto il martedì, 17 marzo 2009 alle 20:23 in
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"Si dice che non abbiamo nè linea nè progetto, ma ciascuno di noi sente di essere dentro alla crisi odierna in maniera piena, reale; non siamo dei corpi estranei che possano essere eliminati e siamo tanti, siamo una parte decisiva dell'attuale sistema di produzione che non si può far tacere solo con la violenza"
Da ControInformazione, anni '70.
Solidarietà per i fatti vergognosi di Torino e Pisa.
Scritto il martedì, 10 marzo 2009 alle 21:56 in
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